Inserimento al nido: momento delicato
Dopo il grande dilemma se iscrivere i nostri bambini o meno al nido arriva il momento cruciale: l’inserimento al nido. Si tratta di un momento che viviamo con un turbinio di emozioni: dubbi, preoccupazioni, insicurezze e anche di gioia. In questa fase noi mamme siamo colme di domande e soprattutto ci dobbiamo abituare all’idea che il nostro bambino sarà affidato alle cure di altri e noi, mamme titubanti, lo faremo senza vedere quello che succede.
Quanto dura l’inserimento al nido?
La prima domanda che ci poniamo e poniamo alle educatrici e sapere quanto dura l’inserimento. In realtà dipende e dipende da molti fattori come ad esempio l’età del bambino, l’indole del bambino, incide anche l’atteggiamento del genitore.
L’inserimento comprende dei piccoli passi, delle tappe che ogni bimbo raggiunge in tempi diversi, ed è giusto e naturale che sia così, di conseguenza affrettare i tempi soprattutto se il bambino non è pronto non è la soluzione migliore. Le tappe dell’inserimento sono:
- Scoprire il nido insieme al genitore;
- Rimanere da solo;
- Mangiare al nido;
- Dormire al nido.
Ricordati però cara mamma che in realtà l’inserimento non si fa una volta e abbiamo concluso anche quando il nostro piccolo è ben ambientato può succedere di dover fare un passettino indietro ad esempio dopo un periodo di malattia, oppure dopo le vacanze, o ancora se si cambia nido o se cambia una educatrice.
Se vuoi avere un orientamento di giorni i nidi applicano l’inserimento dei tre giorni oppure quello tradizionale che dura circa due settimane. Naturalmente sarà il nido che hai scelto a fornirti tutte le informazioni.
Il trauma del distacco
La prima dura prova sarà affrontare il primo distacco ed è uno dei momenti più difficili. Le scene più comuni saranno i nostri figli che si aggrappano a noi come se avessero il terrore di non rivederci più, oppure pianti a dirotto e urla a squarcia gola. Sarà raro vedere un bambino che saluta la propria mamma senza troppe storie.
Le emozioni provate dai nostri piccoli sono normalissime perché per la prima volta della loro vita dovranno distaccarsi dalla propria mamma per tanto tempo. Proprio per questo l’inserimento è un momento delicato è deve essere affrontato nel modo giusto.
Come facilitare l’inserimento nel nido
L’inserimento al nido è un percorso che coinvolge tutta la famiglia poiché è un processo graduale di adattamento per tutti. I nostri piccoli andranno in contro alla parte più importante dovendo affrontare ambiente e persone nuove senza la presenza rassicurante della mamma e del papà.
Per quanto riguarda noi, in primis, dobbiamo accettare di affidare ad altri i nostri bambini ma ci troveremo anche con nuovi orari e una nuova routine familiare. Ed è per questo motivo che per facilitare l’inserimento al nido se noi mamme saremo le prime ad accogliere serenamente il nido, lo faranno anche i nostri figli.
Piccole azioni che possono facilitare l’inserimento:
- Non cambiare le abitudini a casa
- Devi trasmettergli serenità soprattutto attraverso la comunicazione non verbale ad esempio entrando al nido sempre con il sorriso;
- Devi sempre salutarlo mai andare via senza farlo;
- Quando vai via non tornare indietro se lo senti piangere altrimenti non si sentirà in grado di gestire la situazione da solo (questa è tosta: stringi i denti);
- Quando andrai a prenderlo abbraccialo, bacialo, digli che ti è mancato (questa conterai i minuti per poterlo fare!);
- Ascolta e osserva sempre le emozioni del tuo bambino;
- Aspettati delle reazioni: più capricci; sarà molto più nervoso; risvegli notturni seguiti da pianti; maggiore attaccamento (porta pazienza, tanta);
- Collabora con le educatrici non solo durante le prime settimane ma durante tutto l’anno;
- Rispetta i tempi del tuo bimbo non mettergli fretta soprattutto nel caso in cui per lui l’inserimento risultasse difficoltoso. Ognuno ha i suoi tempi ed è giusto che sia così.
Gli psicologi regalano in rete una serie di consigli per facilitare l’inserimento e per ridurre ansie e paure di noi genitori, forse leggerne qualcuno ci potrà fornire qualche spunto o riflessione a cui non avevamo pensato, oppure semplicemente rassicurarci.
La mia esperienza
L’inserimento è durato circa una settimana.
I primi tre giorni la mattina siamo andati al nido e siamo stati insieme un paio di ore e dopo di nuovo a casa insieme. In realtà il terzo giorno dopo la prima ora mi hanno fatto uscire per vedere la sua reazione nel non vedermi facendomi entrare successivamente, e così anche il quarto giorno. Fuori dalla stanza ero solo io e un’altra mamma e invece di dire ok sta andando tutto bene pensavo: ma solo mio figlio non mi cerca?
Il quinto giorno mi hanno detto che era pronto e potevamo provare a lasciarlo per pranzo, io dissi ok ma in realtà avrei voluto dire no è troppo presto! Quella mattina sono uscita senza di lui e rientrando da sola mi sono sentita come se lo avessi abbandonando con una forte stretta allo stomaco. Potevo farcela erano solo poche ore!!
Il sesto giorno uguale, fino a pranzo compreso.
Il lunedì successivo la frase tanto temuta: signora suo figlio è pronto possiamo farlo restare a dormire. Io non ero pronta!! Mille domande e preoccupazioni: starà bene, piangerà, come si sentirà nel non trovarmi, mangerà e altre infinite paranoie. Eh si, quel giorno al rientro spingendo quel passeggino vuoto ho pianto davvero!
Ed è così che la nostra nuova avventura ha avuto inizio.
Durante il corso dell’anno ho attraversato tutte le varie fasi, non pensare che terminata una poi non possa ripresentarsi anzi a volte si presentano anche tutte insieme: pianti e capricci senza consolazione, continui risvegli, dormire nel letto con me completamente spalmato addosso, “mammite acuta” ovvero un attaccamento smisurato, per non parlare di tutta la serie di virus che ha portato a casa.
I miei mille dubbi per facilitare l’inserimento al nido
Cosa ho fatto io, nonostante i mille dubbi che non sia comunque sufficiente, per facilitare non solo l’inserimento ma l’intera frequentazione del nido:
- I bambini non hanno ancora la percezione del tempo, quindi io come rifermento gli do sempre un’azione ad esempio: la mamma verrà a prenderti subito dopo la nanna;
- Lui porta con sé ogni giorno il mio profumo, è un piccolo rituale che spero gli faccia sentire meno la mia mancanza;
- Quando rientra dal nido mi dedico a lui completamente almeno 20/30 minuti per non fargli sentire altre mancanze;
- Alcune volte gli faccio trovare delle sorprese che rompono la routine: una torta fatta in casa, inventiamo un nuovo gioco, le bolle di sapone, nuovi colori.
E’ stancante? Si tanto, sia emotivamente che fisicamente ma lo è soprattutto per loro.
Per il tuo bambino com’è stata l’esperienza dell’inserimento? E soprattutto se hai altri consigli non esitare a condividerli.
- 19/04/2023
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