Consigli non richiesti: Guida alla sopravvivenza
Finalmente il grande giorno è arrivato: sei diventata mamma. Rientri a casa con il tuo bagaglio di gioia, paure, incertezze, dubbi e il resto da riempire ma ancora non lo sai.
Nella tua valigia, però, c’è una cosa che ancora non sai di aver messo: i consigli non richiesti.
Sembra un paradosso: non appena diventi genitore, tutti si sentono in diritto di dirti cosa fare e quale sia il miglior modo di crescere tuo figlio.
Hai notato come spesso siano proprio le persone più vicine, come i familiari, a farlo?
Consigli non richiesti
Ad ognuna di noi sarà già capitato di sentirsi dire tutto e il contrario di tutto:
- Il bimbo è troppo coperto
- Il bimbo è troppo scoperto
- Piange perché ha fame
- Piange perché ha freddo
- Non lo allatti?
- Ma come lo allatti ancora!
- Deve dormire di lato
- Mai mettere i bambini a pancia in su
- Non lo hai ancora svezzato?
- Ma come fai auto-svezzamento?
- Se non frulli tutto può soffocare.
E ancora: gli dai troppe regole, questo bambino non ha regole, troppe coccole così lo vizi … la lista è davvero lunga. Un vero e proprio bombardamento!
La mia domanda preferita: è il primo? Si è il primo, e l’unica cosa che cambierebbe se ne avessi altri è la pazienza con cui risponderei!
I migliori consigli: quelli da manuale
Molti di questi commenti non sono solo fastidiosi: generano stress e senso di inadeguatezza. In molti casi, si tratta di una vera e propria forma di bullismo definita Mom Shaming.
Ci sono poi i “genitori da manuale”: quelli i cui figli hanno dormito 10 ore per notte fin dalla nascita e a 5 anni avevano già una laurea in astrofisica. Peccato che il “manuale dei genitori perfetti” non esista. Ogni bambino è un mondo a sé, e spesso saranno proprio i loro figli a mostrare loro quanto si sbagliano.
Perché tutti questi consigli ci infastidiscono?
La maternità soprattutto per le neo mamme non concoide solo con il meraviglioso arrivo del figlio ma comporta una nuova realtà, una nuova routine e si affronta anche la paura di non fare la cosa giusta.
Quando ci vengono rivolti tutti questi consigli, l’effetto non è di aiuto, ma ci fanno sentire inadeguate. Ci sentiamo giudicate, come se qualsiasi cosa facciamo non è la scelta giusta. come se la nostra scelta – magari concordata con il pediatra – valesse meno del “io ho sempre fatto così” di una zia o di una nonna.
Spesso restiamo in silenzio per non offendere nessuno o per evitare discussioni estenuanti. Ma restare in silenzio ci logora.
Quindi cosa fare?
Strategia di sopravvivenza: Come rispondere
- Non tutti i consigli sono da buttare, ma dobbiamo imparare a filtrare. Ecco come fare:
- Valuta con distacco: Se il consiglio è utile, prendilo. Altrimenti, lascialo scivolare.
- La risposta diplomatica: Sorridi e dì: “Grazie, me ne ricorderò quando ne avrò bisogno”. Chiude la conversazione senza creare conflitti.
- Afferma la tua competenza: Esprimi la tua opinione con fermezza: “Il pediatra ci ha consigliato così e ci troviamo bene”.
- Letture di supporto: Se senti di aver bisogno di uno “scudo” extra, ti consiglio il libro: “Scusate, ma la mamma sono io!”. È un manuale perfetto per sopravvivere alla valanga di critiche.
L’unico consiglio che conta
Fidati di te stessa. Non sapremo mai tutto sull’essere genitori, ma nessuno sente in modo istintivo ciò che serve a tuo figlio meglio di te. Il tuo istinto è il tuo miglior alleato.
E tu, mamma? Qual è il consiglio non richiesto più assurdo o fastidioso che hai ricevuto? Raccontamelo nei commenti, ridiamoci su insieme!
- 19/01/2026
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